sabato 15 febbraio 2020

Parasite

Parasite (Corea del Sud, 2019, 132min.)

Regia: Bong Joon Ho
Sceneggiatura: Bong Joon Ho
Cast: Kang-ho Song (signor Kim), Hye-jin Jang (signora Kim), Sun-kyun Lee (Ki-woo Kim), So-dam Park (Ki-jung Kim), Yeo-jeong Jo (signora Park), Sun-kyun Lee (signor Park), Ji-so Jung (Da-hye Park), Hyun-jun Jung (Da-song Park), Jeong-eun Lee (Moon-gwang), Myeong-hoon Park (Geun-se)
Genere: thriller, commedia, drammatico


Trama: La famiglia Kim, composta dal padre Ki-taek, la madre Chung-sook, il figlio Ki-woo e la figlia Ki-jeong, vive di sussidio di disoccupazione in un piccolo e sudicio appartamento seminterrato, facendo lavori temporanei per pochi soldi e lottando per far quadrare i conti. Una sera, un amico di Ki-woo, l’universitario Min-Hyuk, che sta per andare a studiare all’estero, gli propone di prendere il suo posto come tutor di inglese di una giovane studentessa di buona famiglia, Da-hye Park. Grazie a questa opportunità, con degli stratagemmi Ki-woo riuscirà a sistemare in casa Park tutta la sua famiglia, ma niente andrà come speravano.

La tematica principale in Parasite, che subito ci salta all’occhio, è la profonda diversità tra le classi sociali nella società sud-coreana (ma potrebbe poi essere applicata anche altrove). Da una parte abbiamo la famiglia Kim, che forse un tempo non era così povera (il padre faceva l’autista, la madre era una campionessa sportiva), ma ora vive in un appartamento abbastanza squallido, in un seminterrato con le finestre in alto che danno sulla strada, i figli non hanno i mezzi per proseguire gli studi, pur essendo molto in gamba, e si ingegnano continuamente per tirare avanti con mille espedienti e lavori sottopagati, scroccando il wi-fi dai vari vicini.

Lavorare per la ricca famiglia Park è per loro un’enorme opportunità e decidono quindi di sfruttarla al massimo, insinuandosi in ogni modo nella loro bellissima casa e nelle loro esistenze. Dall’altra parte i Park vivono un’esistenza molto agiata. Il marito è un manager di successo che mantiene alto il loro stile di vita, la moglie, una donna apparentemente ingenua e manipolabile, finge di occuparsi della casa, dei tre cagnolini e dei figli, mentre per lo più è la domestica che gestisce le mura domestiche dal lato pratico. Agli occhi dei Kim, la famiglia Park è la gallina dalle uova d’oro che può essere spennata fino all’ultima piuma, ma anche il piano meglio archietettato, come scopriremo man mano, non può niente contro l’imprevedibilità della natura umana e degli eventi.

Parasite è senza dubbio un film che non avrei minimamente calcolato di andare a vedere, se non fosse stato per la curiosità scatenata dall’enorme successo e risonanza mediatica che ha ottenuto negli ultimi mesi. Siamo abituati a concentrarci per lo più sui film occidentali e nella mia mente un film coreano è potenzialmente noioso, ma sono lieta di dire che mi sbagliavo in pieno. Parasite è una commedia, è un film drammatico dai risvolti grotteschi, è anche un thriller con sfumature quasi horror ed ha una narrazione molto coinvolgente, ricca di colpi di scena e capovolgimenti. Sicuramente consiglio a tutti di dargli una possibilità.

Curiosità:
Anche l’Italia fa la sua parte in questo film. Il regista coreano Bong Joon-ho (che è conosciuto in occidente per film come “Snowpierce” del 2013 e il più recente “Okja” del 2017), ha inserito in una scena del film la famosissima canzone di Gianni Morandi.

Il brano presente invece durante i titoli di coda, Soju One Glass, è stato scritto dal regista e cantato da Choi Woo-shik, interprete di Ki-woo nel film.

Premi e Riconoscimenti principali:

2020 – Premi Oscar

Miglior film

Miglior film internazionale (Corea del sud)

Miglior regista a Bong Joon-ho

Migliore sceneggiatura originale a Bong Joon-ho e Han Jin-won

Candidatura per la migliore scenografia a Lee Ha-jun e Cho Won-woo

Candidatura per il miglior montaggio a Yang Jin-mo

2020 – Golden Globe

Miglior film in lingua straniera

Candidatura per il miglior regista di un film a Bong Joon-ho

Candidatura per la miglior sceneggiatura in un film a Bong Joon-ho e Han Jin-won

2020 – Premi BAFTA

Miglior film non in lingua inglese

Migliore sceneggiatura originale a Bong Joon-ho e Han Jin-won

Candidatura per il miglior film

Candidatura per il miglior regista a Bong Joon-ho

2019 – Festival di Cannes

Palma d’oro

Prix des Cinémas Art et Essai (AFCAE)

Menzione d’onore al Prix Vulcain de l’Artiste Technicien a Lee Ha-jun

2020 – Critics’ Choice Awards

Miglior regista a Bong Joon-ho

Miglior film straniero

Candidatura per il miglior film

Candidatura per il miglior cast corale

Candidatura per il miglior sceneggiatura originale a Bong Joon-ho e Han Jin-won

Candidatura per la miglior scenografia a Lee Ha-jun

Candidatura per il miglior montaggio a Yang Jin-mo



Voto di Crisididentità: 4 disinfestazioni gratis su 5

Voto di Doc Brown: 4 kg di pesche su 5

Voto di Snake Plissken: 4 cartoni di pizza piegati su 5

Voto di Sorbetto al Limone: 4 abbonamenti a DAZN su 5

Voto di Chatterbox: 5 messaggi in codice su 5

mercoledì 5 febbraio 2020

Dolittle

Dolittle (USA, 2020, 101min.)

Regia: Stephen Gaghan
Sceneggiatura: Stephen Gaghan , Dan Gregor , Doug Mand , Chris McKay  basato sui racconti di Hugh Lofting
Cast:  Robert Downey Jr.  (Dr. John Dolittle), Michael Sheen  (Dr. Blair Müdfly), Jim Broadbent (Lord Thomas Badgley), Antonio Banderas (Re Rassouli), Harry Collett  (Tommy Stubbins), Jessie Buckley  (Regina Victoria), Carmel Laniado (Lady Rose), Kasia Smutniak (Lily Dolittle), voci di Emma Thompson /Emanuela Rossi (Poly il pappagallo), Rami Malek  / Flavio Aquilone(Chee-Chee il gorilla), John Cena /Fabrizio De Flaviis (Yoghi l’orso bianco), Octavia Spencer / Rossella Acerbo (Dab-Dab la papera), Tom Holland /Alex Polidori (Jip il cane), Ralph Fiennes /Francesco Prando (Barry la tigre), Selena Gomez /Joy Saltarelli (Betsy la giraffa), Marion Cotillard /Daniela Calò (Tutù la volpe)
Genere: avventura, commedia, fantastico


Trama: Nell’Inghilterra di epoca vittoriana, il Dr. John Dolittle è un veterinario che può parlare con gli animali. La sua fama ha conquistato tutto il paese, compresa la Regina che, come segno di ammirazione, gli ha donato una magione con una riserva annessa dove accogliere e curare tutti gli animali assieme alla sua amata moglie, l’esploratrice Lily. Purtroppo dopo che sua moglie muore in mare durante una spedizione, Dolittle si chiude in sé stesso e si confina in casa assieme ai suoi animali, non desiderando più alcun contatto con altri umani. Un giorno, un ragazzo di nome Tommy Stubbins, ferisce accidentalmente uno scoiattolo; attirato da Poly, il pappagallo di Dolittle, e grazie anche alla giovane Lady Rose, riesce ad entrare nella magione per farlo curare, rimanendo affascinato dal modo in cui il dottore e suoi animali interagiscono tra di loro.

Dolittle non era il film che dovevamo andare a vedere ieri sera, lo ammetto. Ma la sala di quell’altro (l’ultimo di Aldo Giovanni e Giacomo) era fuori uso, così gli abbiamo dato una possibilità. Dai trailer visti in precedenza incombeva l’inevitabile ombra degli animali in CGI, che basta poco a farli risultare inguardabili, invece posso dire in tutta onestà che li ho trovati molto gradevoli all’occhio, merito anche una buona caratterizzazione dei personaggi.

Il cast poi è di tutto rispetto; oltre a Robert Downey Jr., che potrà anche ricordarci per sempre Tony Stark, ma riesce ancora una volta a farsi amare (da me sicuramente più qui che in Ironman), abbiamo attori del calibro di Michael Sheen, Antonio Banderas e Jim Broadbent, oltre a tutti quelli che doppiano gli animali (vedi in alto nel cast).

Nonostante questi lati positivi, il film non ha riscosso molto successo in America, e il motivo è probabilmente la fretta con cui si dispiega la trama. Dolittle è una pellicola principalmente indirizzata ai più giovani, non ha una durata eccessiva e generalmente è una cosa che apprezzo per un film che non so se mi piacerà, ma dobbiamo ricordare che è tratto da una serie di racconti, e benché all’inizio ci sia una bella introduzione, fatta con un’animazione molto carina, che spiega tutto l’antefatto, lo svolgimento della storia è a tratti un po’ sbrigativo. Detto ciò, lo consiglio sicuramente a chi ha bambini, è stata una visione piacevole, mi sono divertita e se mi capiterà in futuro lo rivedrò volentieri.

Le Origini e gli Adattamenti:

Dicevamo che il Dottor Dolittle nasce in una serie di  libri per bambini scritti da Hugh Lofting a partire da The Story of Doctor Dolittle (La storia del dottor Dolittle) del 1920. E’ un medico che evita i pazienti umani a favore degli animali, con i quali può parlare nella loro lingua e apparve per la prima volta nelle lettere illustrate dell’autore ai suoi figli, scritte dalle trincee durante la prima guerra mondiale, quando le notizie effettive, erano o troppo orribili o troppo noiose. Le storie sono ambientate nella prima età vittoriana, in cui il dottor John Dolittle vive nel fittizio villaggio inglese di Puddleby-on-the-Marsh nel West Country.

Già alla fine degli anni ’20 iniziarono a nascere adattamenti per il cinema, allora muto, e in seguito per la radio. Il più celebre fu forse il film del 1967 con Rex Harrison, che ricordo bene di aver visto in tv negli anni ’80, mentre dal 1970 al 1972 la 20th Century Fox Television produsse la serie animata Il Magnifico Dottor Dolittle.

Il favoloso dottor Dolittle (1967)

Arrivando a tempi più recenti, il nome John Dolittle è  subito associabile ad Eddie Murphy, che ha lo portato sul grande schermo, in una versione rimodernata e ambientata ai giorni nostri, in una serie di film, dal 1998 al 2009, anche se lui appare solo nei primi due, mentre la figlia Maya Dolittle (l’attrice Kyla Pratt presente in tutta le pellicole) eredita il suo dono e diventa la protagonista dal terzo al quinto capitolo.


Voto di Crisididentità: 3 gambi di sedano su 5

Voto di Doc Brown: 3 occlusioni intestinali dragheschi su 5

Voto di Snake Plissken: 2 peti di drago su 5

Voto di Sorbetto al Limone: 2 cuccioli d’uomo parlanti su 5

lunedì 3 febbraio 2020

Your Song


Your Song
(Elton John)

It's a little bit funny this feeling inside
I'm not one of those who can easily hide, I
Don't have much money but boy if I did
I'd buy a big house where we both could live
If I was a sculptor, but then again no
Or a man who makes potions in a traveling show
Oh I know it's not much but it's the best I can do
My gift is my song
And this one's for you
And you can tell everybody this is your song
It may be quite simple but now that it's done
I hope you don't mind
I hope you don't mind
That I put down in words
How wonderful life is while you're in the world
I sat on the roof and kicked off the moss
Well a few of the verses well they've got me quite cross
But the sun's been quite kind
While I wrote this song
It's for people like you that
Keep it turned on
So excuse me forgetting
But these things I do
You see I've forgotten
If they're green or they're blue
Anyway, the thing is, what I really mean
Yours are the sweetest eyes I've ever seen
And you can tell everybody this is your song
It may be quite simple but
Now that it's done
I hope you don't mind
I hope you don't mind
That I put down in words
How wonderful life is while you're in the world
I hope you don't mind
I hope you don't mind
That I put down in words
How wonderful life is while you're in the world

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La tua canzone

È un po' strano questo sentimento che provo
Non sono di quelli che sanno nascondersi facilmente
Non ho molti soldi ma, accidenti, se li avessi
Mi comprerei una grande casa dove potremmmo vivere insieme

Se fossi uno scultore, ma in effetti non lo sono
O un uomo che realizza pozioni in uno spettacolo itinerante
So che non è molto ma è il massimo che posso fare
Il mio regalo è la mia canzone, e questa è per te

E puoi dire a tutti che questa è la tua canzone
Può essere banale ma ora che è fatta
Spero non ti dispiaccia
Spero non ti dispiaccia se esprimo a parole
Quanto bella sia la vita finché tu sei al mondo

Mi sono seduto sul tetto e ho rimosso il muschio
Be', alcuni di questi versi mi hanno alquanto irritato
Ma il sole è stato davvero benefico mentre scrivevo questa canzone
È per persone come te che lo tengo acceso

E scusami se dimentico, sono cose che mi capitano
Vedi, ho dimenticato se sono verdi o azzurri
Comunque, ciò che voglio dire è che
I tuoi sono gli occhi più dolci che abbia mai visto

E puoi dire a tutti che questa è la tua canzone
Può essere banale ma ora che è fatta
Spero non ti dispiaccia
Spero non ti dispiaccia se esprimo a parole
Quanto bella sia la vita finché tu sei al mondo

Spero non ti dispiaccia
Spero non ti dispiaccia se esprimo a parole
Quanto bella sia la vita finché tu sei al mondo