Ieri sera sono andata a mangiare al ristorante argentino con Maury, Ezio, Norma, Sergio e un'amica di Norma, Anna. Dopo siamo andati al cinema a vedere "Il codice DaVinci". Inizialmente ero titubante perché di solito i triller non mi fanno impazzire. Invece mi è piaciuto un sacco, e stavolta sono contenta di non aver letto il libro, così me lo sono gustato senza preconcetti.
Pensa che invece che guardare il film o leggere il libro bastava andare all'ora di religione, oppure a catechismo e avremmo saputo le stesse cose,
RispondiEliminasanto graal,templari,vangeli
e immagina invece un altro film con questa trama:
Immaginiamo questo scenario. Esce un romanzo in cui si afferma che il Buddha, dopo l’illuminazione, non ha condotto la vita di castità che gli si attribuisce, ma ha avuto moglie e figli. Che la comunità buddhista dopo la sua morte ha violato i diritti della moglie, che avrebbe dovuto essere la sua erede. Che per nascondere questa verità i buddhisti nel corso della loro storia hanno assassinato migliaia, anzi milioni di persone. Che un santo buddhista scomparso da pochi anni – che so, un Daisetz Teitaro Suzuki (1870-1966) – era in realtà il capo di una banda di delinquenti. Che il Dalai Lama e altre autorità del buddhismo internazionale operano per mantenere le menzogne sul Buddha servendosi di qualunque mezzo, compreso l’omicidio. Pubblicato, il romanzo non passa inosservato. Autorità di tutte le religioni lo denunciano come un’odiosa mistificazione anti-buddhista e un incitamento allo scontro fra le religioni. In diversi paesi la sua pubblicazione è vietata, fra gli applausi della stampa. Le case cinematografiche, cui è proposta una versione per il grande schermo, cacciano a pedate l’autore e considerano l’intero progetto uno scherzo di cattivo gusto.
Lo scenario non è vero, ma ce n’è uno simile che è del tutto reale. Solo che non si parla di Buddha, ma di Gesù Cristo; non della comunità buddhista, ma della Chiesa cattolica; non di Suzuki e del suo ordine zen ma di san Josemaría Escrivá (1902-1975) e dell’Opus Dei da lui fondata; non del Dalai Lama ma di Papa Giovanni Paolo II.
Come lo chiamaresti ???
Ciao Walter